Fitto: la destra in Europa nel gruppo decisivo

“Il Gruppo dei Conservatori Riformisti sarà decisivo per qualsiasi alleanza futura nel Parlamento     Europeo”: è quanto ci dice subito l’On. Raffaele Fitto  che abbiamo incontrato nella hall di un albergo romano appena rientrato dai sui numerosi impegni per l’Italia in vista delle prossime elezioni europee, per parlare della nuova sfida che Fratelli d’Italia lancia nell’area del centro-destra italiano per un nuovo soggetto politico conservatore e sovranista.

On. Fitto a Foggia insieme con FDI avete dato vita a un patto sancito dallo slogan “Insieme per Cambiare l’Europa”. E’  un semplice patto elettorale o un progetto politico molto ambizioso per la destra italiana? Ci può spiegare il senso politico vero e gli obbiettivi di questo patto federativo?

Se avessimo fatto un semplice patto elettorale avremmo fatto una cosa sbagliata e giustamente le critiche avrebbero un senso invece Giorgia Meloni a settembre a lanciato, nella tradizionale festa di Atreju, un messaggio per dare vita a un nuovo soggetto politico e in questo contesto noi siamo stati i primi ad accoglierlo perché siamo convinti che bisogna cambiare completamente marcia a questo centro-destra per avere un nuovo centro-destra che non guardi al passato ma che invece guardi al futuro. Tutto questo è reso credibile anche dai passaggi internazionali che ci sono stati in questi mesi. Giorgia Meloni subito dopo, a Bruxelles, ha aderito al gruppo dei Conservatori Riformisti che è la terza grande famiglia politica europea e questo a mio avviso è stato un passaggio molto importante. Inoltre, proprio oggi (21.02 per chi ci legge) ci sarà a Roma il Consiglio del Partito dei Conservatori Riformisti che approverà l’ingresso di Fratelli d’Italia nel partito, proprio come conseguenza dell’adesione al gruppo del parlamento europeo. A seguire daremo una pubblica manifestazione con i vertici del partito di cui sono il vice-presidente. Il fatto che domani il Consiglio del partito con trenta delegazioni di 30 diversi paesi sia a Roma per accogliere Giorgia Meloni all’interno della grande famiglia dei conservatori penso che sia un segnale chiaro che dia anche l’idea di quanto sia credibile e di prospettiva il ragionamento che noi stiamo mettendo in piedi per dare vita ad un soggetto conservatore e sovranista che sia nelle condizioni di avere più forza e credibilità in Europa difendendo le ragioni del nostro paese. Aggiungo solo che il gruppo dei Conservatori sarà inevitabilmente decisivo per qualsiasi alleanza futura nel parlamento europeo. Quindi essere parte di questa famiglia europea significa per noi essere in grado di incidere in modo ancora più forte a  tutela delle posizioni del nostro paese.

Quindi i rapporti di contatto con il gruppo Visegrád su cui FDI ha fatto un buon lavoro, potrebbe prospettare anche una sorta di “internazionale sovranista” secondo lei?

Nel gruppo di Visegrád chiaramente ci sono partiti che hanno posizioni politiche simili ma che sono collocati in gruppi europei diversi. Caso più emblematico è Orban che è collocato nel partito Popolare Europeo. Detto questo Fratelli d’Italia con questo nuovo progetto entra in una dimensione che oggi è più che consolidata a livello europeo e che quindi può rafforzare queste posizioni dialogando con questi partiti e provando a costruire, dopo il 26 maggio, un’alleanza che auspicabilmente veda il Partito Popolare abbandonare questa attuale maggioranza esistente in Europa aprendosi ad un rapporto con le altre realtà a partire da noi Conservatori e anche con gli altri gruppi che dovessero costituirsi alle nostra destra.

La prossima campagna elettorale europea probabilmente per la prima volta dopo nove tornate elettorale pone questioni realmente di politica europea e le prime dispute sembrano essere tra due modelli rappresentati da Salvini da un lato e da Macròn da un altro. Quale ruolo quindi per i Conservatori Riformisti nella prossima competizione elettorale? E quali i temi chiave della tornata elettorale europea?

Io capisco che c’è una semplificazione giornalistica nel dare l’idea che c’è da una parte Salvini e dall’altra Macròn ma non è così. Penso invece che da un lato sicuramente ci saremo noi con un ruolo certo perché il gruppo dei Conservatori è innanzitutto il terzo gruppo al parlamento europeo, è presente in diciotto paesi diversi, ha un partito che è presente in trenta paesi, ha una sua credibilità, ha un programma serio e credibile e credo su queste basi solide ci sia una buona  prospettiva di crescita. Poi per carità verificheremo il consenso che non mancherà per Salvini e ci si confronterà su questo. Se però guardiamo anche il giusto “movimentismo” di Salvini per trovare una collocazione europea, questo ci dà l’idea di quanto sia rilevante questo aspetto e noi oggi non dobbiamo girare per l’Europa per trovare una collocazione. Noi oggi abbiamo una collocazione netta e questo dà molta forza al nostro progetto politico.

La Lega di Salvini sembra essere un perno fondamentale della prossima Europa che uscirà fuori da queste elezioni. Ma resta il nodo di questa anomalia che di fatto pone la Lega al governo con chi corteggia, salvo poi smentire, chi invoca colpi di stato come il caso dei gilet gialli. Inoltre, in molte regioni il Centro-Destra rappresenta una formula vincente confermata anche in Abruzzo e i sondaggi ci indicano che anche in futuro questa coalizione è destinata a vincere. Alla luce di questo Lei che idea si è fatto di questa anomalia? E cosa pensa rispetto alla possibilità da parte della Lega di fa cadere il governo dopo le europee?

La Lega farà le sue valutazioni e noi non staremo ad aspettare cosa faccia rispetto al governo. Il dato è semplice: la politica estera di questo paese è semplicemente imbarazzante. Non mi vengono altri termini. A partire dalla posizione sul Venezuela, al rapporto dei cinque stella con i gilet gialli e potrei continuare. Quindi questo è sicuramente un tema imbarazzante.Ritornando poi alla Lega, oggi si trova in una posizione che non penso possa reggere molto. Ha dato vita ad un governo, ha una sua crescita oggettiva impugnando la bandiera dei temi identitari, dall’immigrazione alla sicurezza, temi sui quali anche noi ci riconosciamo e su questo ha lucrato molto consenso. Dall’altra parte, però, adesso rischia di iniziare a condividere con l’alleato di governo i temi di carattere economico come ad esempio la sciagurata idea del reddito di cittadinanza, le previsioni non di mancata crescita ma di decrescita che il nostro paese avrà nei prossimi mesi, le politiche economiche per gli investimenti. Penso alla vicenda TAV che le racchiude in un modo abbastanza clamoroso. Tutte questo insieme di cose ed altre ancora, danno l’idea chiara di quanto siano totalmente sbagliate e distanti dal programma del centro-destra le politiche economiche che questo governo porta avanti. Credo che l’elettorato della Lega nel Nord del paese in particolare, comincia ad essere in movimento e comincia anche a manifestare un dissenso netto rispetto a queste scelte. Dal canto nostro osserviamo ma andiamo avanti perché dobbiamo dare vita ad una nuova formazione politica che sia nelle condizioni di poter essere il perno della ricostruzione del centro-destra e poter andare ad elezioni su un programma chiaro, coerente, convinto e non certamente con un “pastrocchio” che sui temi economici rischia di far andare a sbattere il nostro paese nei prossimi mesi.

La sfida elettorale al cosiddetto “contratto di governo” sembra lanciata!

 

Intervista di Mario Presutti con Raffaele Fitto, vicepresidente del gruppo Conservatori e riformisti