Economia, Focus

Caivano, non solo

L’Italia delle emergenze e delle necessità passa anche attraverso la riqualificazione delle sue periferie. Negli ultimi trent’anni si è creata una forte spaccatura tra il centro delle città e l’interland urbano. I motivi che hanno determinato questo isolamento sono molteplici, principalmente dettati da scelte politiche concentrate nello sviluppo massiccio dei centri storici. Mancanza di politiche sociali inclusive, assenza di servizi pubblici essenziali, criminalità, droga, dispersione scolastica, riqualificazione e ammodernamento di strutture diventate fatiscenti hanno determinato uno stato di disagio e di emarginazione della popolazione sfociate in ghettizzazione e disuguaglianze crescenti.

Ciò che è accaduto a Caivano è la rappresentazione naturale di un territorio abbandonato dove i clan si sono impadroniti degli spazi pubblici, dove la presenza delle forze dell’ordine è inesistente e dove la politica è minacciata quotidianamente nelle scelte da intraprendere. Il complesso fu costruito con i fondi messi a disposizione dopo il terremoto del 1980, con una serie di palazzoni attaccati l’uno all’altro. Con il tempo i clan ne hanno fatto la piazza di spaccio più grande d’Europa. Diversi i casi di violenza accaduti in questo parco il più noto la morte di Fortuna Loffredo nel 2014.

La presenza della Premier Giorgia Meloni, per esprimere solidarietà ai genitori delle vittime degli abusi infami, deve rappresentare un momento di svolta verso il ripristino della legalità e socialità di un territorio degradato e nelle mani della criminalità. La bonifica urbana, la presenza delle forze dell’ordine costante, scuole aperte nel pomeriggio, incremento degli insegnanti e degli assistenti sociali, possono e devono rappresentare strumenti di cambiamento e di speranza per la parte sana della popolazione che cerca solo di vivere una vita dignitosa ed in pace dove crescere i propri figli. La rigenerazione urbana ha certo bisogno del coinvolgimento delle comunità perché non esiste recupero che non associ pratiche cooperative cosi come è accaduto nei progetti del Nord Europa dove i cittadini hanno avuto spazi importanti nel ridefinirli, smontarli e ricostruirli.

Ciò che è accaduto a Caivano deve essere un impegno per il governo Meloni e un obiettivo verso tutte le periferie d’Italia affinchè, anche con le risorse del pnrr, la riqualificazione degli spazi pubblici, interventi di manutenzione degli edifici, ripensare gli spazi urbani e sociali, possano trasformare il degrado e l’abbandono in presenza di arte, cultura, turismo, integrazione.

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